Agevolazioni Fiscali per l’acquisto di Arredamento per il Bagno

Buone novità per chi decide di comprare dei mobili da bagno, o anche un arredamento generico, se si tratta di un acquisto effettuato nell’ ambito di una ristrutturazione edilizia o restauro conservativo e per un massimo di spesa di 10 mila euro (bonus arredi). Il cosiddetto “decreto Letta”, il numero 63-2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 giugno 2013 numero 131 stabilisce che le detrazioni del 50% possono essere usufruite fino al 31 dicembre 2012. La legge di stabilità voluta dal Governo Renzi, legge numero 190 del 23-12-2014 ha prolungato poi la scadenza al 31 dicembre 2015, dal 2016 si abbasseranno al 36%.

Che cos’è una detrazione: coloro che effettuano la dichiarazione dei redditi possono “scalare” dalle tasse versate una somma pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili. Ogni anno, per 10 anni, può essere detratta una rata. Esempio: abbiamo speso 8mila euro per comprare l’arredamento (cucina, bagno, soggiorno, camera ecc). Il 50% di 8mila è 4mila euro. Ogni anno per 10 anni possiamo detrarre dalla dichiarazione dei redditi 400 euro (4mila diviso 10).
Come detto il massimo di spesa consentito è di 10 mila euro per ogni unità immobiliare oggetto della ristrutturazione.

Per usufruire della detrazione ogni acquisto di arredo deve essere documentato ed i pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario oppure postale in cui risultino:
-la causale del versamento
-il codice fiscale del soggetto che paga
-il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

I mobili possono essere acquistati anche con carta di credito o debito, In questo caso, la data di pagamento si deve individuare nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non di può pagare invece con assegni bancari oppure in contanti.

Cosa si intende per ristrutturazione, per chi spettano le detrazioni per l’acquisto di mobili.

una ristrutturazione si definisce tale quando i lavori effettuati sull’ appartamento sono quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Ovvero interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

Nella fattispecie quindi tinteggiatura di muri, ristrutturazione di un bagno con sostituzione sanitari, demolizione di pavimento e pareti, controsoffittature, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica.